Your mothertongue is the tongue of your lullabies

Mi sono sempre chiesta se potessi considerarmi bilingue o meglio, madrelingua sia greca che italiana. Voglio dire… Io non sarei assolutamente in grado di scrivere in entrambe le lingue con la stessa naturalezza, né di parlare allo stesso livello, né di capire quello che gli altri dicono allo stesso modo. E questo è naturale.

Allo stesso modo, non ho mai smesso di sentire la lingua greca (paterna) mia, anche se tutto sommato non sono mai stata in Grecia per più di pochi mesi all’anno. Perché dico questo?

Perché a partire da questa riflessione, e vedendo che comunque casi di gente bilingue, se non trilingue e quadrilingue, si stanno moltiplicando sempre di più (e credo proprio che sia un fenomeno in aumento esponenziale) mi sono chiesta a lungo che cosa significasse davvero “lingua madre”. E’ la lingua che so usare meglio? Quella “che uso per pensare” – almeno nei momenti di riflessione in cui utilizzo un linguaggio verbale? Quella che uso per parlare con i miei amici, con i miei affetti? Quella che uso in maniera professionalmente più qualificata? Quella che mi viene più naturale?

La madrelingua, forse, è una cosa che riconosci e che hai sempre riconosciuto. Insomma, una lingua che sai di aver sempre parlato, con cui hai sempre avuto a che fare e che non potrai mai, mai e poi mai, dimenticare. Una lingua in cui sono state veicolate le tue emozioni fin da piccolo, fin da quando eri in tenera età. Tipo le ninnananne.

Ovvio, molte cose col tempo possono essere dimenticate, alcuni vocaboli (più raramente le strutture) e alcuni linguaggi speciali magari non verranno mai appresi, soprattutto se si vive lontani dal contesto linguistico originario. Ma la sensazione che si prova nel sentire quella lingua a distanza di anni o di mesi, è una sensazione molto particolare, che forse solo chi la prova può conoscere. E’ come rincontrare un amante perduto, è un vento che ti porta alla mente in un secondo un mondo parallelo, profumi, odori e storie che ti appartengono e che sono sempre lì, dall’altra parte del mare, dall’altra parte delle montagne, da prima che tu nascessi.

 

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