Scossa di terremoto a Milano – il Social Network

Ho sempre pensato che prima o poi avrei dovuto utilizzare il mio blog per scrivere cose serie, anche perché dopo aver fatto lettere solo perché è il modo in cui riesco ad esprimere meglio ed in maniera universale il mio pensiero, forse sarebbe una delle poche cose interessanti e utili che potrei fare.

Detto ciò, comincerei con un argomento che ho approfondito per necessità di studio, ma soprattutto per piacere: come i media e le nuove tecnologie cambiano profondamente il modo di vivere, di pensare e di interagire fra le persone. Non voglio scendere qui nel dettaglio, magari pubblicherò la mia tesi online o qualcosa del genere e cmq direi che McLuhan e Ong (cfr.: Gli strumenti del comunicare, McLuhan e Oralità e scrittura, Ong) nonché il grandioso quanto accantonato De Kerchove (La pelle della cultura), hanno già detto cose a sufficienza e io odio le ripetizioni.

Nonostante ciò, molte ripetizioni sono inevitabili e alcune se utilizzano una veste differente risultano pergiunta carine: per cui, come diceva un mio amico oggi: “La televisione ormai è lenta, subito dopo che ho sentito la scossa di terremoto sono andato su Facebook e c’erano tutti che commentavano, più o meno con le stesse frasi, mentre in TV hanno dato la notizia solo un quarto d’ora dopo“.

Bene. Ecco allora a proposito cosa ho trovato su Twitter fra le “Tendenze Italia”, e l’ho trovato quantomai divertente nonché un po’ inutile!

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